Prima di aggiornare

Prima di aggiornare

Quante volte compare quella schermata che ci invita ad aggiornare il nostro Pc/Mac durante la giornata?

Il pulsante Ricordamelo più tardi non risolverà mai il problema: prima o poi dovrai deciderti !

Bene, quando questo accadrà (ti stancherai di vedere quella finestra 🙂 ) ti voglio suggerire 4 verifiche indispensabili prima di procedere con serenità:

  1. Se con quel PC/Mac hai qualcosa in sospeso, completa il lavoro, salva e fai un backup totale. Perché affidarsi alla sorte? Durante l’aggiornamento non potrai così stressarti pensando ai files che rischi di perdere. Si, è vero, grazie alle email ed al Cloud puoi recuperare il lavoro, ma evitare è meglio, no?
  2. Prima di procedere un consiglio importante: hai verificato che il tuo hardware sia in grado di gestire il nuovo sistema operativo ed i tuoi software siano compatibili ?  Se alla fine del lungo processo di aggiornamento la macchina risultasse eccessivamente lenta o qualcosa non dovesse funzionare per bene, cosa farai?
  3. Hai una macchina sostitutiva per il tempo occorrente? Il tempo indicato dalla procedura di aggiornamento software è indicativo: avere una “macchina paracadute” ti permette di continuare le tue attività e non restare bloccato nel caso (sempre più raro per fortuna) che qualcosa vada storto.
  4. Se sei un utente modello che aggiorna la macchina appena esce una nuova versione, un consiglio: non avere fretta! Nessuno riceve un premio se aggiorna per primo! Scherzi a parte, potranno esserci dei problemi non ancora certificati: lo so, questa è un po’ cattiva, ma fai testare agli altri utenti gli eventuali bug e dai tempo alle software house di rilasciare gli aggiornamenti risolutivi. 

Infine, incrocia le dita! Un po’ di sana superstizione non farà mai male 😀

 

Al posto giusto nel momento giusto

Al posto giusto nel momento giusto

Se hai scelto di fare business “senza scopo di lucro” puoi fermarti qui: diversamente non puoi permetterti di non avere la giusta visibilità sul web.

Personalmente, a meno che non cerchi un servizio abitudinario (come la pizzeria di fiducia) faccio sempre più ricorso ad internet per cercare il supporto di cui ho bisogno: un po’ per pigrizia ma anche perché le realtà locali sono mutevoli (apre quella panineria, si sposta il fotografo, l’oculista va in pensione, ecc, ecc.). Insomma dallo smartphone è meglio.

Mi fa una certa impressione sapere che ci sono aziende che ancora non sono ancora convinte che essere dentro lo smartphone o il PC del potenziale cliente nel modo e nel momento giusto fa la differenza. Nel tempo infatti, abbiamo imparato a risolvere i problemi e a soddisfare i bisogni velocemente: mi sembra evidente immaginare cosa succede al tuo business messo lì, in fondo alla pagina di ricerca. Anche se sei la migliore soluzione del problema, chi mai ti vedrà? I tuoi MAI-clienti vedranno 4-5 risultati al massimo, non il tuo.

Questo recente studio condotto da traveltripper.com mostra l’attenzione visiva di un campione di naviganti, e dimostra come si sta spostando l’attenzione nei risultati delle pagine di ricerca: prima lo sguardo (l’area più colorata e tendente al rosso) si soffermava in una parte alta dello schermo, tant’è che nel 2005 si parlava del c.d. “triangolo d’oro” (tutti quelli che comparivano in quella area erano ben posizionati), poi la SERP di Google cambiò e lo sguardo degli utenti imparò ad estendersi (siamo nel 2015) anche verso il basso (formando una specie di “F” allungata).

Heat Map 2005 2014. Immagine @Mediative

Recentemente, soprattutto grazie all’introduzione della area dedicata al Business, la situazione è decisamente cambiata:

Eye tracking 2017. Immagine @Traveltripper.com

Abbiamo praticamente dagli 8 ai 9 secondi per essere selezionati fra i primi 3,4 risultati a pagamento (SEM) ed altri  4,5 risultati al massimo in base alla ricerca organica (SEO).Se siamo nella parte di sinistra, quella dedicata al Business, abbiamo fatto centro: in quest’area infatti possiamo aggiungere foto ed indicazioni per convincere meglio l’utente a svolgere l’azione voluta. Se siamo in fondo (o se non ci siamo per nulla) non stiamo facendo abbastanza.

E tu, hai provato a cercare la tua azienda su internet?

Excel, il nemico invisibile

Excel, il nemico invisibile

ping-pong-excel

Excel è entrato silenziosamente nelle nostre vite informatiche: è senza dubbio il miglior “foglio di calcolo” in circolazione.

Ma il risultato più grande, non l’ha fatto con gli utenti che sfruttano appieno la potenza del software, ma con l’utente comune: utente che fa praticamente tutto con excel, perché è facile, perché “lo usiamo da sempre” e così via. Il problema che questa scelta crea una dipendenza che a volte fa più male che bene: vediamo il perché.

Succede, con il tempo, che in azienda venga fuori una nuova esigenza, implementare qualche nuova procedura (di queste ne parlo qui) per ottenere un nuovo tipo di output: questo bisogno verrà probabilmente gestito con un software specifico, che costa e che farà bene il suo lavoro, MA (eccolo), a questo punto si deve uscire dalla rassicurante zona di comfort cui siamo abituati: “questo lo faccio meglio con excel, e lo faccio prima”. Ma è davvero così?

Acquistare un software che ti risolva un problema “abbatte” certamente il suo costo, ma potrebbe farlo ancora meglio e prima se sfruttato appieno, perché tutti i programmi aziendali offrono funzionalità che non vengono completamente utilizzate dall’utente, per noia ed abitudini, che nel lungo periodo fanno male ad una azienda.

Emblematico il caso di chi elabora dei dati (utente 1), li passa attraverso il software specifico, genera un output in excel che viene passato ad altro personale (utente 2) che ricarica a mano i dati senza riflettere che l’output di 1 potrebbe essere l’input AUTOMATICO di 2.: fare ping pong da e verso Excel ha un costo, in termini di tempo e di errore umano. Eppure la maggior parte dei processi che analizzo soffrono questo gap solo perché si trova comodo farlo così.

Se vogliamo migliorare la nostra produttività dobbiamo considerare questo software per quello che è: un formidabile foglio di calcolo e basta: se ti serve confrontare i dati affidati ad un database, se vuoi gestire un progetto utilizza software di project management e via così: non è sbagliato investire risorse e tempo per implementare quel programma che farà, prima di quanto ti aspetti, la differenza nel tuo lavoro o nella tua azienda.

Raccontami, se ti va, nei commenti la cosa più strana che si fa con Excel dalle tue parti.

Perché un blog involontario

Perché un blog involontario

Il Blog involontario è il primo nome che mi è venuto in mente e rappresenta assolutamente la realtà: un sacco di cose che ti frullano in testa, una tastiera su cui buttare le idee, i concetti (qualche sogno ad occhi aperti), il desiderio di condividere le esperienze informatiche (per un mondo migliore?) questi gli ingredienti base del blog.

Decine (centinaia) di credenziali da ricordare, procedure per passare da un servizio all’altro, il tutto in funzione di una tecnologia che dovrebbe semplificare la vita ma che, se non “confinata”, la complica, o no?

Qui ritroveremo rapidi consigli e riflessioni su come si resta al passo coi tempi, su come si utilizzano i nuovi comfort informatici senza impazzire, velocemente, perché il tempo è prezioso per tutti.

Il materiale fotografico utilizzato nel sito proviene da internet, citerò sempre la fonte e ringrazio anticipatamente il proprietario, mentre i software citati appartengono ai rispettivi proprietari (fortunati loro) :D.

I commenti saranno moderati dal sottoscritto, in funzione della libertà di espressione di tutti. Faremo tutti attenzione a non offenderci, a non avere pregiudizi razziali, religiosi o politici (qua si parla di altro), il commentatore ineducato sarà avvisato e bannato, se insiste.

Buona visione.