intelligenza artificiale

Negli ultimi anni, certamente per la comodità offerta (e anche un po’ per pigrizia) abbiamo affidato alla tecnologia la possibilità di controllare il tempo, il denaro ed i rapporti umani.

Che i robot sostituiscano l’uomo in tutte le fasi di produzione “convenzionale” è un fatto ormai consolidato, così come non ci sorprende più di tanto che grandi aziende, dopo aver spostato la produzione verso paesi a “basso costo umano”,  investano per riportarla in patria PER affidarla interamente alle macchine, in un’ottica di risparmio dei costi per la  logistica:

Adidas riporta la produzione in Germania,  dopo 30 anni, MA la affida ai robot (fonte)

Il passo successivo alla sostituire dell’uomo nella produzione di “semplici cose” è iniziato, senza tener conto degli effetti a medio/lungo termine sulle nostre vite. Il mercato della comunicazione, dopo una fase embrionale confinata ai social (i famosi bot), sta passando a quella più formale (ad esempio i risultati sportivi), affidandola a nuovi e potenti algoritmi (fonte).

Certo, siamo lontani dalla scrittura di poesie e testi di spessore, ma i cambiamenti, si sa, sono silenziosi ed inesorabili: automatizzare progetti e procedure è affascinante ammettiamolo, ma anche pericoloso, l’ottimizzazione e la concorrenza porterà a risparmiare sempre più sul capitale umano a favore di un investimento hi-tech (con conseguente ritorno economico).

Loro saranno sempre più bravi, almeno fino a quando non riusciranno a trasmettere emozioni. Quale sarà il passo successivo? Cosa, le macchine, faranno meglio di noi?

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