Dolce e Gabbana make down

Quello che sta succedendo in queste ore a Dolce e Gabbana è sotto gli occhi di tutti e gli effetti si faranno sentire moooolto a lungo!

A differenza di un terremoto, i cui effetti sono purtroppo noti ed imprevedibili, LORO potevano e dovevano prevedere, intercettare e mitigare il disastro: da un brand planetario mi aspetterei che, nel momento in cui intendono veicolare un messaggio pubblicitario (per noi scanzonato e ampiamente “passabile”) ad un popolo enorme e diverso (culturalmente, of course) si preoccupino di fare, che ne so, una specie di “beta testing” su un campione di 100 persone (a porte chiuse e senza smartphone), raccogliendo da loro le reazioni prima che sia troppo tardi, ma… ormai è decisamente troppo tardi.  Errore n. 1, non conoscere il tuo target (ne parlo anche qui).

Il carico da 11 lo passa Stefano Gabbana, che ha pure la felice intuizione di insultare TUTTO il popolo cinese con frasi come “Cina Ignorante Mafia sporca puzzolente”,  in una discussione privata avuta con Diet Prada, celebre account di moda su Instagram. (fonte Wired.it); e non so quale genio gli abbia pure consigliato di mascherare lo sfogo come un hackeraggio subìto. Per carità: ho provato ad immedesimarmi 3 secondi e ne sono uscito frustrato pure io: lo sfogo è umano, ma se sei nell’occhio del ciclone non aprire l’ombrello in giardino! No? Errori n. 2 e 3. Gestione della crisi da rivedere.

Prima conseguenza: gli e-commerce di riferimento, gli attori ed i protagonisti del lusso del sol levante stanno via via sbattendo le porte in faccia a Dolce e Gabbana (immagino a malincuor€) pur di non perdere anche loro la faccia davanti a 1,386 miliardi di persone. Conseguenza n. 1.

E poi? E poi c’é il mondo che non sta a guardare, che dice la sua, che monta casi e reazioni i cui effetti non si possono immaginare in così poco tempo. Certo, quando leggi questi commenti, presi da Weibo (il loro social media di riferimento), pensi che la cosa non finirà a breve. Conseguenze da n.2 ad infinito.

 

Infine l’immagine di copertina che da sola conclude l’articolo: non oso immaginare la frustrazione dei due fondatori che, per motivi a 7 zeri e oltre, si sono sentiti in dovere di scusarsi in pubblico, con la consapevolezza che il danno d’immagine adesso è globale e le conseguenze avranno un costo e si sentiranno per un bel po’ di tempo. Tipo Dieselgate o Brexit.

Stiamo a guardare e speriamo bene!

 

 

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