Resto al Sud: partire col piede giusto

Venerdì della scorsa settimana ho assistito ad una presentazione di una iniziativa, già “attiva” nel 2018, Resto Al Sud: l’iniziativa si pone l’ambizioso compito di sostenere nuove ( e semi-nuove) attività imprenditoriali nel Mezzogiorno con una quota del finanziamento “a fondo perduto” ed un’altra con un piano di ammortamento in otto anni a tasso zero. 

Ripetere qui le caratteristiche indispensabili per creare, da soli o in associazione, una nuova realtà imprenditoriale è ripetitivo: sul sito Invitalia trovate tutte le informazioni necessarie.

Lo dico subito, sono rimasto positivamente impressionato, la partecipazione degli interessati è stata massiccia e la presentazione ha colto nel segno: riuscire a mettere in un unico tavolo Politica, Finanziatori e Banche è stata una scelta vincente, come dimostrato anche dalle numerose domande poste durante e dopo la visione delle slide.

Immagine iniziativa Resto al Sud (Invitalia)

Un Sito Internet fatto bene ( Video Tutorial, Area Riservata, Area Media), Comunicazioni col Cittadino a 360 gradi (PEC, Firma Digitale e App su Smartphone) e tanto altro,

siamo finalmente nel 2019 per tutti, anche per la Pubblica Amministrazione!

Davvero un ottimo lavoro: questo genere di iniziative servono per evidenziare che in Italia il luogo comune del “tutto va male” deve finire: c’é un Paese che funziona, e di questo si deve parlare, le iniziative ci sono e i fondi vengono messi a disposizione; bisogna “solo” smetterla di lamentarsi e mettersi lì a pensare/fare qualcosa: certo non è facile, ma nessuna realtà aziendale è mai stata semplice (per questo si chiama Impresa?).

Una riflessione la voglio fare su un aspetto che mi ha particolarmente convinto, i criteri di valutazione: chi ha i requisiti richiesti dovrà infatti fornire tutta una serie di informazioni indispensabili. Il “cosa vogliamo fare” non basta, la valutazione di Invitalia metterà al vaglio anche un Business Plan che avrai la cura di redigere per bene pensando a:

1. l’adeguatezza e la coerenza delle competenze dei soci rispetto al progetto imprenditoriale;

2. le capacità dell’iniziativa di presidiare gli aspetti tecnico-produttivi;

3. le potenzialità del mercato target, il vantaggio competitivo e le strategie di marketing;

4. la sostenibilità tecnico economica.

Insomma si fa sul serio, molti di questi aspetti infatti non vengono quasi mai messi in conto da chi fa impresa, ed è sempre più un errore.

L’Istituto bancario che farà da supporto e da intermediario fra l’altro, sarà ben lieto di concedere il finanziamento, poiché la valutazione di Invitalia effettuata con i suddetti criteri sarà condizione “coadiuvante” al rilascio del credito.

Maggiori informazioni sul sito Invitalia, qui!

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